Risposta alla Lettera Aperta del WWF ai Candidati

Risposta alla lettera aperta pubblicata sul sito del WWF Pigneto Prenestino, diretta ai candidati al Consiglio del V Municipio.

Il V Municipio ha una densità abitativa altissima, che cresce man mano che ci si avvicina verso il centro a causa di un’elevata concentrazione di edifici e di porzioni insufficienti di verde pubblico.

Le porzioni più periferiche, esempio Casa Calda, sono attenzionate da progetti edificatori che rischiano di portare nuovo consumo di suolo. Il tutto in un contesto, quello di Roma che, secondo le stime, ha già circa 250mila appartamenti sfitti.

L’idea dello sviluppo della città visto come l’allargamento a macchia d’olio dei suoi confini e l’idea che sia possibile solo un rilancio dell’economia che passi per l’edilizia (e la cementificazione di ogni spazio verde) è un’idea anacronistica, sbagliata, dannosa per la città e i suoi abitanti.

Costruire significa impermeabilizzare il suolo, abbattere la vegetazione che ossigena l’aria che respiriamo e che da rifugio alle specie di fauna presenti nel nostro territorio.

Le conseguenze di tali scelte sono sempre molto gravi. Si va dal dissesto idrogeologico al surriscaldamento climatico, dalla mutazione del microclima urbano (con la scomparsa dei corridoi del vento, chi ricorda il caro “ponentino”?; l’innalzamento della temperatura di zona a causa del mancato assorbimento di calore da parte della vegetazione e del surriscaldamento delle superfici edificate) alla grave minaccia alla biodiversità (urbana e non solo).

A ciò si aggiunge anche il fatto, non secondario, che gli spazi verdi aumentano la qualità della vita.

Nel V Municipio è possibile alcun compromesso che possa aprire a nuove costruzioni. Abbiamo bisogno di un mutamento radicale dell’approccio relativo al governo del territorio.

La città non deve per forza crescere lasciando poi all’interno aree residuali come scheletri abbandonati dall’incapacità di immaginare una rifunzionalizzazione. Il futuro delle città può e deve invece significare valorizzazione dell’esistente, passando da un modello di espansione a quello di riqualificazione, dall’urbanistica che divora a quella che rivaluta i luoghi dove vivere.

Noi crediamo fortemente in questo cambio di passo, in questa radicale modificazione dell’approccio alla città.

Per questo ho deciso di candidarmi con Sinistra x Roma e di appoggiare la candidatura di Stefano Veglianti a Presidente del municipio, perché punti fermi del suo (e del mio) programma sono la salvaguardia e la valorizzazione delle aree verdi, l’attenzione al dissesto idrogeologico e il suo legame con l’impermeabilizzazione dei terreni, la ripiantumazione delle aree verdi pubbliche e delle vie, lo studio dei corridoi ambientali per la loro salvaguardia e valorizzazione.

Ma a questo io aggiungo altro.

Già in questa consiliatura ho cercato di dare un punto di vista più attento all’ambiente, facendo della Rete Ecologica esistente uno degli strumenti di valutazione della Commissione Ambiente e cercando di apportare un punto di vista fortemente improntato sul “cemento zero”, prima portando il Presidente Palmieri a rispondere al Consiglio per quanto riguarda il piano – poi bloccato – dell’edificazione delle torri sull’area exSnia, poi scrivendo direttamente al presidente una lettera – come presidente di Commissione Urbanistica e Ambiente – in cui chiedevo l’immediata interruzione dei lavori del Lidl su Via dell’Acqua Bullicante.
(http://www.andreaprocacci.it/tag/urbanistica/)

Ho portato al Consiglio anche una Risoluzione (approvata all’unanimità) in cui si chiedeva al Presidente di attivarsi per far riconoscere il Lago dell’exSnia come appartenente al Demanio Idrico e poi permettere il passaggio a Patrimonio di Roma Capitale attraverso il federalismo demaniale.
(http://www.andreaprocacci.it/tag/ambiente/)

Oltre questo però si può puntare a fare di più. Il nostro territorio ha bisogno di qualcuno che si impegni immediatamente per una vera moratoria urbanistica su tutto il municipio (e in realtà su tutta Roma), dopo di che bisogna iniziare anche a considerare vitali per la città la lotta la cambiamento climatico (e quindi all’impatto che il traffico, l’impermeabilizzazione del suolo e l’assenza di aree verdi hanno sul tema) e la protezione della biodiversità.

Io credo fortemente che la città abbia bisogno di un Piano della Biodiversità che si componga di un tessuto a  trama, composto da tutti gli ambienti esistenti, dalle zone umide ai grandi parchi, che l’amministrazione possa usare come strumento – anche attraverso la creazione di un Osservatorio Permanente sulla difesa della Biodiversità – per costruire uno sviluppo durevole e sostenibile, per rendere la città più cosciente, più attenta e più consapevolmente rispettosa del suo ambiente e della sua natura.

Questo è quindi quello che penso di poter rispondere alla lettera appello del WWF.

Io credo in una città diversa, in un modello di sviluppo che possa essere sostenibile e durevole e non sia fatto di ulteriore consumo del suolo, ma di cura e rigenerazione. Credo che una Rete Ecologica, resa reale trama tra gli ambienti, sia strumento per rendere più vivibile la città a tutti i suoi abitanti, umani e non. Credo che la città debba avvalersi di un piano della Biodiversità e di un Osservatorio Permanente con tutte le realtà che possano contribuire a farne uno strumento per un indirizzo – vincolante – alle scelte dell’amministrazione sul tema dell’ambiente e dell’urbanistica.

Il mio è un impegno, dunque, in questa direzione.

Andrea Procacci

Question Time edificazioni exSnia

QUESTION TIME – 19/11/2013

Oggetto: EDIFICAZIONE AREA EX SNIA VISCOSA      

VISTO
Che l’area di cui in oggetto ricade nel Comprensorio denominato “Ad Duos Lauros”, area di interesse Archeologico e paesaggistico vincolata per Decreto Ministeriale del 21.10.1995 e 23.3.1968;

Che sull’area erano stati già tentate speculazioni edilizie a cui sono seguite controversie legali;

Che nel documento politico-programmatico approvato il 25 luglio 2013 il Consiglio del nuovo Municipio Roma V si è espresso perché “… il complesso Ad Duas Lauros […] diventi[no] patrimonio diffuso di ogni persona” e “Affinché ciò avvenga esiste una precondizione: che le nostre bellezze non siano oscurate da ulteriore cemento.”

Che nel suddetto documento il Municipio Roma V si è espresso per l’avvio del progetto Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros;

CONSIDERATO
Che sempre su tale area sono state avanzate ipotesi e proposte di utilizzo ad usi non coerenti con le destinazioni indicate dai vigenti strumenti urbanistici e dai Vincoli sopra esposti, in parte derivanti dal Piano Casa del Comune di Roma derivante dalle Leggi Regionali 21/2009 e 10/2011, ed in parte derivanti dalla partecipazione della società Ponente 1978 SRL al Bando Ricognitivo per l’individuazione di aree ed edifici degradati o dismessi disponibili per interventi di recupero finalizzati all’incremento delle dotazioni di servizi e della qualità urbana in periferia”, a seguito del quale si paventa la costruzione di quattro edifici di trenta piani ciascuna;

Che tale costruzione avverrebbe in un’area già densamente edificata, all’interno di un parco che invece, a nostro avviso, andrebbe fortemente valorizzato.

TUTTO QUESTO VISTO E CONSIDERATO
CHIEDIAMO AL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO INFORMAZIONI RIGUARDO LO STATO DELLE COSE RELATIVAMENTE ALLA QUESTIONE DI CUI IN OGGETTO

Appartenenza Lago exSnia a Demanio Idrico

Risoluzione approvata il  07/08/2014

OGGETTO:      Riconoscimento Lago in area ex Snia Viscosa appartenenza al Demanio Idrico ex 822 cc e conseguente trasferimento al Comune di Roma ex art 5 comma 1 lettera b del d.lgs 28 maggio 2010, n 85

Considerato
Che nell’area dell’ex industria Snia Viscosa è presente dagli anni novanta un lago nato dal danneggiamento della vena idrica dell’Acqua Vergine;

Che con il tempo quest’area ha rilevato un valore naturale, evolvendo una propria biodiversità in direzione di un climax di microarea e che quindi potrebbe, e a nostro parere dovrebbe, essere inserito nella Rete Ecologica del Territorio;

Valutando la necessità di un’area verde in un territorio già densamente edificato e popolato in un’ottica sovramunicipale, indicando quindi anche le aree nel municipio Roma IV;

Visto
L’art. 822 c.c. – Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia […].

Considerando che i beni indicati in questo comma appartengono al demanio necessario (o naturale), in quanto sono dei beni che per la loro naturale attitudine a soddisfare interessi pubblici non possono che essere di proprietà dello Stato;

L’art. 823 c.c. – I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 238 del 18 febbraio 1999, art.1 – […] appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico tutte le acque sotterranee e le acque superficiali, anche raccolte in invasi o cisterne.

La Legge n. 36 del 5 gennaio 1994, art. 1

  1. a) Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.
  2. b) Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
  3. c) Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.

Valutando fondamentale l’apporto del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che con Sentenza 28/2011 conferma la demanialità del Lago di Paola, chiarendo al punto 3.6.1 della sentenza che “per l’attribuzione della demanialità è invero sufficiente l’accertamento in uno specchio d’acqua dei caratteri idrografici di un lago, non assumendo rilievo il mancato inserimento nell’elenco delle acque pubbliche, data la natura dichiarativa del relativo provvedimento” , impostazione confermata dalla sentenza n. 10876 del 30 aprile 2008 delle sezioni unite della Cassazione Civile;

Visto inoltre il
D.lgs 28 maggio 2010, n. 85, attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n.42,

art. 1 – i beni immobili statali che […] sono trasferiti ai sensi dell’articolo 3 a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni sono i seguenti

  1. b) i beni appartenenti al demanio idrico e relative pertinenze […] come stabilito dagli articoli 822 […] del codice civile e dalle leggi speciali di settore.

Considerando che l’inserimento a demanio comunale fa salva la normativa civilistica riguardo l’inalienabilità del bene e l’impossibilità che costituisca oggetto di diritti a favore di terzi.

Valutando che per quanto riguarda le competenze tecniche specifiche il d.lgs 152/2006. Art 62 (competenze degli enti locali e di altri soggetti) prevede che gli enti […] possono avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, del Servizio Geologico d’Italia – dipartimento difesa del suolo dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, e sono tenuti a collaborare con la stessa.

Tutto questo visto e considerato

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA V
RISOLVE
DI CHIEDERE AL SINDACO DI ATTIVARSI AL FINE DI INSERIRE IL LAGO DELL’AREA DELL’EX SNIA VISCOSA NEL DEMANIO DELLO STATO EX ART. 822 CODICE CIVILE E DI PERMETTERE IL TRASFERIMENTO DI COMPETENZA A ROMA CAPITALE EX ART 5, COMMA 1, LETTERA B DEL D.LGS 28 MAGGIO 2010 N. 85 (FEDERALISMO DEMANIALE)

 

Andrea Procacci

Gruppo SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ Roma V

Lettera per contrarietà urgente aprovazione contratto servizio AMA

All’attenzione
del Commissario Straordinario per Roma Capitale
Francesco Paolo Tronca

Oggetto: contrarietà commissioni I e VI riguardo approvazione contratto servizio AMA

Alla luce delle motivazioni espresse nelle commissioni Ambiente e Bilancio  in data 22 aprile 2016  (di cui si allega verbale) si pone alla Vs attenzione la contrarietà dei consiglieri del Municipio Roma V riguardo l’approvazione del Contratto di Servizio di AMA spa.

Il tema della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città è un tema strategico per la gestione della nostra Capitale e si ritiene quindi non idoneo che la trattazione di tale materia, l’analisi – e tantomeno  l’approvazione – di un tale atto avvenga in regime di commissariamento e in procedura di urgenza.

La procedura d’urgenza non permette infatti il confronto del Dipartimento e di AMA spa con i cittadini ed i loro rappresentanti nelle istituzioni, con le associazioni, i comitati tematici e di quartiere, confronto a nostro avviso fondamentale per ricucire quel rapporto tra la Città e i suoi abitanti su un tema così importante.

Si ribadisce pertanto con la presente la contrarietà delle commissioni e dei gruppi consiliari firmatari all’approvazione del Contratto di Servizio di AMA spa chiedendo che l’approvazione di tale atto sia rimandata alla nuova Assemblea Capitolina e alla Giunta che si formerà a seguito delle elezioni del 5 giugno prossimo.

I presidenti delle Commissioni Ambiente e Bilancio

Andrea Procacci, Marco Carella

controfirmata da tutti i gruppi consiliari.

un progetto: le Case dei Giovani e della Cultura

L’idea viene dalla Maison Jeunes et Culture Mercoeur, a Parigi.

PROGETTO:
Casa dei Giovani e della Cultura
« Noi vorremmo che nel giro di qualche anno una scuola almeno in ogni villaggio e città sia diventata una casa della cultura, una casa della gioventù – non importa come la si chiami – dove le donne e gli uomini non cesseranno più di andare, sicuri di trovarci un cinema, degli spettacoli, una biblioteca, dei giornali, riviste, libri, la gioia e la libertà. »

Obiettivo : gestione e il controllo di una realtà socio-culturale municipale che offra alla popolazione, giovani ed adulti, la possibilità sviluppare la loro personalità, le loro passioni, di crescere culturalmente, di riscoprirsi dei cittadini attivi e responsabili in una società più viva.

In un contesto di forte sviluppo urbano, con un’altissima densità abitativa e pochissimi spazi di aggregazione, in una con la necessità di rispondere alle aspettative dei giovani, dobbiamo puntare sulla costruzione di strutture di quartiere, gestite da associazioni, legate a grandi movimenti associativi che puntino a concretizzare i valori dell’educazione popolare.

Si tratta di compiere un lavoro sociale in uno spirito laico, aperto a tutti, apolitico e democratico. La Casa dei Giovani avrà il compito di favorire l’accesso alla cultura, complemento all’educazione scolastica e familiare, dove ciascuno possa progredire al suo ritmo nell’attività culturale, artistica o sportiva che ha liberamente scelto.

Il progetto delle Case dei Giovani e della Cultura lo immaginiamo fonte di miglioramento della qualità della vita, capace di riunire e mettere in movimento i Cittadini e di sviluppare delle iniziative nuove e innovative.

Il progetto permetterebbe di

  • Animare lo scenario culturale di prossimità, degli spazi di educazione e di divertimento associando le dinamiche artistiche sociali e territoriali;
  • Incoraggiare le espressioni e pratiche culturali, sportive ed educative per tutti;
  • Contribuire alla creazione di partecipazioni associative in partenariato con le collettività locali e territoriali, contribuendo allo sviluppo culturale ed al mantenimento dei legami sociali;
  • Incoraggiare l’iniziativa e la presa di responsabilità, permettendo a tutti di diventare dei cittadini attivi e responsabili;
  • Coordinare cittadini e associazioni, comitati e Amministrazione fine di porre le questioni relative al territorio e alla vita dei cittadini
  • aiutare le collettività a sviluppare delle politiche pubbliche nella trasversalità, promuovere la sperimentazione sociale,
  • organizzare la ricerca per lo sviluppo nel mondo educativo e sociale

Andrea Procacci

RISOLUZIONE – PROGETTAZIONE CONGIUNTA CON LE UNIVERSITÀ

RISOLUZIONE – PROGETTAZIONE CONGIUNTA CON LE UNIVERSITÀ

RISOLUZIONE

Oggetto: Progettazione Congiunta per Riqualificazione Urbana e Paesaggistica

Premesso che
– non esistono al momento protocolli, convenzioni o altri accordi con alcuna delle Università di Roma per quanto riguarda la Riqualificazione Urbana e Paesaggistica;
– esistono diverse zone e quartieri insistenti nel territorio del nostro Municipio che necessitano una intervento di riqualificazione per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini;

– gli interventi di Riqualificazione Urbana possono essere complessi e spesso è mancata nella storia delle amministrazioni – non solo municipali– un’attenta valutazione della complessità dei fenomeni che si intersecano attorno ad un singolo intervento;
Considerando che un approccio teorico-programmatico nella pianificazione del territorio potrebbe riuscire ad integrare in modo più approfondito questi vari aspetti, consentendo una migliore governance della vita civile, sociale ed economica, secondo un’ottica di sviluppo sostenibile. Per una corretta analisi del tessuto sociale e produttivo potrebbe infatti essere necessario disporre di una serie di strumenti programmatici di natura concettuale, normativa e tecnica;

Assunto che

La gestione del territorio, sta sempre più assumendo connotazioni di elevata complessità legata alla spiegazione di avvenimenti estremamente dinamici, alla previsione dei risultati ed alla pianificazione di strategie, rendendo necessaria una conoscenza approfondita di grandi quantità di dati e l’applicazione di metodologie scientifiche, tecniche ed organizzative sempre aggiornate, garantite solo da un approccio multidisciplinare.
Questo nuovo orientamento può trovare una efficace manifestazione nella collaborazione permanente tra la Pubblica amministrazione allargata (Enti Locali e loro aziende e società) e l’Università come massima espressione del mondo della ricerca, fino ad arrivare alla costituzione di vere e proprie strutture a rete, in grado di supportare lo sviluppo di un territorio dando risposte locali del tutto inserite nel più ampio quadro delle trasformazioni globali.
Tutto ciò porta vantaggi tanto al territorio che alle singole componenti, infatti: 
1. L’Università ha maggiore coscienza e conoscenza dei problemi del territorio, nelle loro dimensioni reali, ed è in grado di finalizzare con continuità la ricerca;
 2. Gli Enti locali acquisiscono una conoscenza sistematica e non più episodica della loro realtà ed una visione più corretta dei loro problemi che vengono collocati nella dimensione globale;

Considerato che un rapporto virtuoso con le Università potrebbe essere vantaggioso anche per eventuali studenti chiamati a lavorare sui progetti. Si avrebbe in questo modo sia la possibilità di farli lavorare direttamente a contatto con l’Amministrazione Pubblica, sia la possibilità, qualora un progetto dovesse essere approvato, di arricchire il C.V.;

Visto e considerato il regolamento degli ex municipi VI e VII e il nuovo regolamento in via di approvazione del Municipio V;

Visto e considerato il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;


IL MUNICIPIO ROMA V CHIEDEAL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO E AGLI ASSESSORI COMPETENTI

Di contattare i Rettori delle Università di Roma ed i Presidi di Facoltà – o Direttori di Dipartimento – di Architettura al fine di stabilire un rapporto virtuoso che possa portare alla creazione di progetti congiunti sul tema Riqualificazione Urbana e Paesaggistica che possano essere fruttuosi sia per gli studenti che per l’Amministrazione Municipale

proponenti i Consiglieri
Procacci Andrea (SEL)
Santilli Sandro (capogruppo SEL)

cofirmatari Fabrizio Ferretti (capogruppo CD)
Angelo Callocchia (capogruppo PD)
David Di Cosmo (capogruppo LC)

promozione Centri Culturali municipali

PROPOSTA DI RISOLUZIONE VALORIZZAZIONE CENTRI CULTURALI

PROPOSTA DI RISOLUZIONE poi bloccata in commissione

PREMESSO
Che, a norma dell’art. 26 comma 5 del Nuovo Statuto del Comune di Roma – Deliberazione del Consiglio Comunale n. 122 del 17.07.2000 e successiva modifica ed integrazione Deliberazione n. 22 del 19.01.2001 “Istituzione dei Municipi”, i Municipi gestiscono le attività e i servizi culturali, sportivi e ricreativi in ambito locale;

Che sul territorio del Municipio Roma V sono presenti tre Centri Culturali Polivalenti municipali: Via Morandi, Via De Pisis, Via Lepetit;

VISTO

deliberazione n. 20/2004

Approvazione del Regolamento per il funzionamento dei Centri Culturali Polivalenti dell’ex Municipio Roma VII;
 RISOLUZIONE N. 22 DEL 3.06.1982 AVENTE PER OGGETTO: “COSTITUZIONE COMITATO DI GESTIONE DEL CENTRO CULTURALE POLIVALENTE DI VIA G. MORANDI – TOR SAPIENZA;
 Delibera del Consiglio Circoscrizionale n. 15 del 7.07.1983 avente per oggetto: “Nomina del Comitato di Gestione del Centro Culturale Polivalente sito in Via di Tor Sapienza angolo Via De Pisis e denominato Casale Ciocari”;

Deliberazione n. 42 del 23.05.1989 della Circoscrizione VII avente per oggetto: “Istituzione del Centro Culturale Polivalente sito in Via Lepetit, 86 a Tor Tre Teste – Circoscrizione VII”;

Deliberazione del Consiglio Circoscrizionale n. 79 del 19.07.1994 avente per oggetto: “Approvazione del Regolamento per il funzionamento dei Centri Culturali Polivalenti della Circoscrizione VII”;

Deliberazione del Consiglio Circoscrizionale n. 119 del 3.11.1994 avente per oggetto: “Istituzione del Centri Culturali Polivalenti di Via De Pisis e Viale G. Morandi”;

deliberazione 20/2004 con cui il Consiglio del municipio VII aveva riaggiornato il regolamento dei Centri Culturali Municipali

CONSIDERATO
Che i Centri Culturali Polivalenti svolgono una funzione assimilabile al servizio di pubblica utilità e sono informati a “principi” di socialità, democraticità, trasparenza e partecipazione attiva;

che i Centri sono strutture di servizio e luoghi territoriali di incontro culturale, ricreativo e sociale, strutturati a livello Municipale o di quartiere e che concorrono attivamente alla elaborazione, programmazione e attuazione delle attività culturali e ricreative sul territorio del Municipio.
Essi si pongono come veicolo di scambio culturale e sociale per le diverse fasce di età esistenti nel territorio e sono, pertanto, complemento delle altre strutture sociali e scolastiche già funzionanti (Scuole, Biblioteche, Centri Sociali Anziani, etc.).

Che, allo scopo di promuovere la crescita e lo scambio culturale tra tutti i cittadini efavorire la intercomunicazione tra le diverse fasce d’età, nonché tra le diverse esperienze sociali e culturali, le attività dei Centri Culturali Polivalenti si articolano intorno alle seguenti linee di indirizzo:

a) Diffusione, tra i cittadini, con criteri di imparzialità e pluralismo, della cultura in tutte le sue forme e manifestazioni;

b) Promozione e programmazione sul territorio di attività culturali e ricreative, favorendo i necessari collegamenti con tutte le altre strutture sociali (Scuole, Biblioteche, Centri Sociali Anziani, etc.);

c) Promozione e programmazione sul territorio di attività culturali e ricreative tese a salvaguardare e/o riproporre, in forma elaborata, esperienze e valori culturali, sia locali che generali, collegati alla memoria storica o all’identità della comunità del Municipio, messi oggi in discussione dalle profonde modificazioni operanti nella società. Le attività dei Centri Culturali Polivalenti sono rivolte a tutti. Tutte le attività gestite dai Centri Culturali Polivalenti non debbono avere fini di lucro;

d) Promozione di attività di Segretariato Culturale in raccordo con il Comune, i Municipi e con gli altri Enti anche attraverso la realizzazione di attività socialmente utili nelle forme di volontariato sociale e culturale.

CONSIDERANDO ALTRESI’
Che la delibera 20/2004 del Consiglio dell’ex Municipio Roma VII prevede che i Centri Culturali Polivalenti, attuali e futuri, dovranno possedere indicativamente le seguenti caratteristiche:

1) Il Centro Culturale Polivalente, fatte salve le sue peculiari finalità culturali, è informato agli stessi criteri che presiedono all’organizzazione dei Centri Sociali per Anziani del Comune di Roma, pur non prevedendo finanziamenti diretti o indiretti da parte dell’Amministrazione, a parte quelli previsti dal successivo punto 4);

2) La possibilità per il Centro Culturale Polivalente di costituzione (per lo svolgimento di attività di natura economica) di Associazioni culturali, con le quali il Municipio potrà stipulare apposita convenzione, registrate come da Codice Civile; dette associazioni dovranno avere carattere “no-profit”;

3) Lo Statuto delle Associazioni dovrà possedere alcuni requisiti che garantiscano l’uniformità su tutto il territorio del Municipio.

4) In virtù della natura non privata dei Centri Culturali Polivalenti, e quindi del rapporto di sussidiarietà “rinforzata” esistente tra il Centro Culturale Polivalente ed il Municipio, quest’ultimo si farà carico della manutenzione straordinaria dei locali se di proprietà comunale – in deroga alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 26/95, mentre la manutenzione ordinaria rimarrà a carico del Centro Culturale Polivalente;

5) Sempre in virtù della natura pubblicistica, si ritiene che il Centro Culturale Polivalente sia configurato per emanare un servizio di pubblica utilità e che, pertanto, non sia dovuto il pagamento di un canone concessorio, sia pur ridotto;

6) L’età minima per l’iscrizione è fissata ad anni 14;

7) L’eventuale istituzione di nuovi Centri Culturali Polivalenti da parte del Consiglio del Municipio, potrà avvenire:
a) Previa individuazione ed acquisizione in disponibilità – da parte del Municipio – di un immobile comunale da mettere a bando a tal fine;
b) Attraverso istanza presentata dai soggetti, di cui al già citato art. 59 della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 10/99, in possesso di adeguati locali propri e disponibili ad accettare le condizioni di cui ai punti precedenti; in questo secondo caso, il Municipio è sollevato dagli oneri di cui al precedente punto 4);

8) Il programma, sia del Centro Culturale Polivalente, sia della relativa Associazione Culturale, dovrà essere presentato al Consiglio del Municipio; Il Programma comunque, deve essere conforme alla carta costituzionale, alle norme e regolamenti. I bilanci di entrambi i soggetti dovranno avere il visto degli Uffici Amministrativi preposti;

VALUTANDO
Che in contesti di forte sviluppo urbano è necessario rispondere alle aspettative dei giovani, e in quest’ottica appare importante pianificare la costruzione di strutture di quartiere che puntino a concretizzare i valori dell’educazione popolare,un lavoro sociale in uno spirito laico, che significa aperto a tutti, apolitico e democratico. Questi luoghi hanno come compito quello di favorire l’accesso alla cultura, complementi all’educazione scolastica e familiare, dove ciascuno possa progredire al suo ritmo nell’attività artistica o sportiva che ha liberamente scelto;
che la presenza di luoghi di socialità e cultura, di luoghi di incontro – giovanilee non – realtàdinamica in cui i cittadini possano trovare svago, formazione e cultura, è – a nostro avviso – politica di gestione del territorio. Significa riqualificare un quartiere. Intervenendo in un’ottica di educazione popolare, laica e democratica, possiamo evitare la creazione di quelle sacche di disagio che alla lunga diventano prima percezione e poi effettiva mancanza di sicurezza, aree in cui la microcriminalità e il bullismo trovano fertile terreno di coltura.

VISTO il D. Lgs del 18.08.2000 n. 267, avente per oggetto “Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali”, lo Statuto di Roma Capitale, il Regolamento del Municipio Roma V;

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA V

Valutando importante il lavoro svolto dai Centri Culturali Polivalenti Municipali in risposta alle problematiche di esclusione sociale e culturale
RISOLVEIMPEGNANDO IL PRESIDENTE E GLI ASSESSORI COMPETENTI A SOSTENERE IL PROGETTO DEI CENTRI CULTURALI POLIVALENTI MUNICIPALI E ALTRESI’ LI IMPEGNA AD ESTENDERE IL PROGETTO SU TUTTO IL TERRITORIO MUNICIPALE.

decentramento delle entrate, delle funzioni e delle risorse

Risoluzione

OGGETTO: Proposte di riforma dei Municipi per il Bilancio di previsione 2014 di Roma Capitale, ipotesi di decentramento delle entrate, delle funzioni e delle risorse

Considerato

– Che i Municipi, pur scontando sempre la diffidenza del Campidoglio, con il personale e i bilanci clamorosamente insufficienti e la negata autonomia patrimoniale, si sono man mano consolidati come l’ossatura della macchina amministrativa capitolina, in primis per il rapporto diretto con la cittadinanza e la capacità di problem solving accresciuta sul campo;

– Che In tredici anni di impegno, di costruzione di identità e di comunità, di governo locale, talvolta di partecipazione e autogoverno insieme al tessuto sociale ed associativo, hanno contribuito in maniera determinante a creare e rinvigorire legami interni ai territori, nei quartieri e tra i quartieri;

– Che con fatica ci si è esercitati a condividere tanto i problemi che le possibili soluzioni, aggiungendo un senso di appartenenza più sostanziale all’aspetto amministrativo, mettendo in evidenza come l’utilizzo delle risorse diventi più fruttuoso per la cittadinanza se regolamentato a livello decentrato e come Roma in particolare non possa essere amministrata solo dal centro, ma abbia bisogno di una pluralità di luoghi politico-amministrativi: per una questione democratica e per una questione di efficacia ed efficienza;

– Che Roma Capitale va verso la definizione di Città Metropolitana, e se è vero che Roma avrà le dimensioni dell’attuale provincia, allora risulta inevitabile che il Campidoglio dovrà svolgere funzioni di governo strategico dell’area vasta, mentre i municipi dovranno assolvere sempre più alla manutenzione del territorio diventando dei veri e propri comuni urbani con una propria soggettività politica e giuridica;

Visto

– Il regolamento di Roma Capitale

– Il Testo Unico degli Enti Locali, d.lgs 267/2000

– La legge sul federalismo fiscale, l. 42/2009 e i d.lgs 156/2010 sugli organi di governo (Assemblea Capitolina, Giunta Capitolina e Sindaco) e 61/2012 sulle funzioni amministrative

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA V

INVITA IL SINDACO AD INSERIRE SUBITO IN AGENDA, AL FINE DI RENDERLI OPERATIVI, I PUNTI SEGUENTI,

ORDINATI PER PRIORITA’ E FINALIZZATI ALLA VALORIZZAZIONE  DEGLI ENTI MUNICIPALI E AD UN PROFONDO CAMBIAMENTO DELL’APPARATO AMMINISTRATIVO CITTADINO

1) Riassetto del personale, rafforzando i Municipi con maggiore personale e maggiori risorse, da reperire attraverso una più equa distribuzione tra Assessorati centrali e Municipi stessi e razionalizzando tutte le funzioni operative nella corrispondenza tra contenuti della delega e strumenti d’intervento

2) Relazione diretta dei Municipi con le aziende di servizi, prevedendo dei sub-contratti nell’ambito del generale Contratto in cui definire le necessità locali, gli standard, i controlli sulla qualità dei servizi resi e i risarcimenti per inadempienze. In un primo momento, nelle more della modifica dei Contratti di Servizio, si propone di siglare una Convenzione generale in cui istituzionalizzare i rapporti tra i Municipi e le Aziende, dove si possa sostanziare un’azione di indirizzo e controllo

3) Introduzione progressiva di pezzi di autonomia finanziaria, cominciando col delegare la gestione dell’impiantistica pubblicitaria per procedere alla bonifica della città e realizzare entrate da reinvestire in ammodernamento e decoro urbano. Per continuare poi con la territorializzazione delle entrate, dagli oneri concessori connessi alle trasformazioni urbanistiche, che oggi sono quasi interamente destinati alla sfera centrale, alle Occupazioni di suolo pubblico, alle altre imposte sulle attività commerciali e produttive, alle somme legate al recupero dei crediti e alle multe

4) Introduzione di una nuova tipologia di parere in tema di trasformazioni urbanistiche di rilevanza cittadina ricadenti nel territorio di riferimento. L’attuale sistema limita i Municipi ad un ruolo consultivo. Invece, qualora essi esprimano la propria opposizione, i provvedimenti devono tornare all’Assemblea capitolina e ottenere una maggioranza qualificata o essere archiviata. Per quanto riguarda il ruolo consultivo, è opportuno che venga richiesto e ottenuto il parere dei Municipi sulle questioni territoriali, prima che queste vengano discusse e sottoposte a parere nelle Commissioni Capitoline competenti

5) Ripresa/sviluppo/avvio di alcuni progetti partecipati di rigenerazione urbana. Si tratta di ridefinire le politiche di rigenerazione a partire dalle singole aree urbane e dalla popolazione che vi abita e lavora. I progetti di rigenerazione urbana, infatti, non sono pensabili senza l’inserzione sociale e allo sviluppo delle economie locali e delle possibilità occupazionali. Trattano e affrontano più il contesto delle funzioni, con una congiunzione di settori dell’azione pubblica che finora sono stati quasi sempre trattati in modo distinto, in particolare quelli relativi alla casa, all’azione sociale e allo sviluppo locale. Pertanto, è quanto mai importante sperimentare politiche di rigenerazione che partano dai territori.

6) Introduzione progressiva di pezzi di gestione patrimoniale, iniziando da aree agricole, da spazi socio-culturali e dismessi (valorizzazione più sociale che economica), da alcuni immobili del patrimonio comunale da destinare alle più urgenti emergenze abitative

7) Ripresa/sviluppo/avvio di progetti individuati come priorità con impatto sulle questioni sociali e dell’accoglienza: alcuni municipi, per esempio, stanno sperimentando modalità inedite di intervento sui ‘transitanti’, di passaggio nel nostro Paese e non contemplati dalla normativa attuale. Occorre sviluppare ulteriormente l’intervento e definirne i tratti replicabili

8) Relazione diretta dei Municipi con i Gruppi territoriali di Polizia Locale, attraverso una Conferenza periodica in cui istituzionalizzare i rapporti tra i Municipi e i rispettivi Gruppi, dove si possa sostanziare un’azione di indirizzo e controllo, primo passo verso una gestione ed un controllo del territorio legati in modo sostanziale agli Enti municipali come avviene nel modello di Bruxelles

9) Previsione di meccanismi partecipativi obbligatori negli Enti municipali, con prassi sistematiche e non episodiche di consultazione e cessione di sovranità, con rilievo particolare nelle trasformazioni urbane agli aspetti dimensionali e funzionali e nei servizi pubblici alla qualità e alle caratteristiche delle prestazioni

10) Previsione di partecipazione dei Municipi a tutte le decisioni riguardanti la città nel suo insieme, trasformando subito l’attuale Consulta dei Presidenti in un organo attivo da affiancare alla Giunta capitolina per analizzare, elaborare, sviluppare e validare piani e progetti cittadini. In prospettiva poi i Municipi da ‘ospiti d’onore’ dovrebbero diventare parte costitutiva del governo della città, come avviene nel modello parigino, e quindi partecipare direttamente anche alle decisioni riguardanti le trasformazioni del governo della città, come ad esempio la costituzione della Città Metropolitana

11) Sviluppo di sinergie e collaborazioni con i comuni della cintura esterna dell’area metropolitana. Quello di ‘ponte’ è un ruolo qualificante ed irrinunciabile che in particolare i Municipi di frontiera possono ricoprire proficuamente, soprattutto se dovesse affermarsi l’idea sbagliata di una città autosufficiente.

RISOLUZIONE ORGANIZZAZIONE LAVORO GIORNALIERO EDUCATRICI/EDUCATORI ASILI NIDO

RISOLUZIONE ORGANIZZAZIONE LAVORO GIORNALIERO EDUCATRICI/EDUCATORI ASILI NIDO

Risoluzione – 2014

OGGETTO: Organizzazione lavoro giornaliero educatrici/educatori precari Asilo Nido II e III fascia

Premesso
Che il giorno 16 aprile 2014 le commissioni congiunte III e IV hanno analizzato, alla presenza di due Educatrici precarie e una Funzionaria di Asili Nido, le problematiche e criticità rilevate nella gestione degli orari di lavoro del personale precario;

che nel municipio ex VII il lavoro delle operatrici era organizzato a 4 ore e mezzo invece delle attuali 3;

Considerato
che l’organizzazione a 4 ore e mezzo garantisce una maggiore stabilità e continuità nei rapporti con i bambini e anche una maggiore stabilità organizzativa per il lavoratore;

Considerato altresì che il lavoro a chiamata di cui in oggetto presenta forti fattori di insicurezza in quanto caratterizzato da mancanza di continuità del rapporto di lavoro e da un reddito non adeguato alla sopravvivenza, quindi pone alla base di patologie ansiogene e/o da stress;

Tutto questo premesso e considerato

Il consiglio del Municipio Roma V

RISOLVEDI INVITARE IL PRESIDENTE E L’ASSESSORE COMPETENTE AD ESTENDERE A TUTTO IL MUNICIPIO L’ORARIO DI LAVORO DELLE OPERATRICI A CHIAMATA A 4 ORE E MEZZO COSI’ COME PREVISTO NELL’EX MUNICIPIO ROMA VII

Gruppo SEL Roma V

Andrea Procacci
, Santilli Sandro

RIFIUTI INGOMBRANTI

RISOLUZIONE RIFIUTI INGOMBRANTI

Oggetto: RIFIUTI INGOMBRANTI

PREMESSO
 che ormai da tempo un numero sempre più crescente di cittadini ama disfarsi di materiali ingombranti accanto ai cassonetti destinati ai rifiuti solidi urbani e alla raccolta differenziata violando le più elementari norme che riguardano l’igiene ambientale e vanificando lo sforzo di AmaSpA, che ciclicamente organizza punti di raccolta per rifiuti ingombranti di varia natura;

CONSIDERATO
 che nel territorio del Municipio Roma V è operativa solo l’isola Ecologica di via Teano e che quella di via Severini nel territorio dell’ex Municipio Roma VII non è al momento operativa a causa dell’incendio che l’ha in parte danneggiata;

ACCERTATO
 che ormai il rilascio di materassi e rifiuti ingombranti accanto ai cassonetti dei rifiuti sta assumendo proporzioni inaccettabili per il decoro e l’igiene delle strade del nostro Municipio;

RITENUTO indispensabile trovare il modo per arginare la situazione, anche in virtù delle diverse ricerche che sottolineano il diretto rapporto tra assenza di cura del territorio e propensione alla violazione delle norme riguardanti pubblico decoro e igiene pubblica;

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA V RISOLVE

di dare mandato al Presidente del Municipio di adottare tutte le iniziative attraverso l’Ama Spa atte ad eliminare il problema dell’abbandono accanto ai cassonetti stradali di rifiuti ingombranti, come materassi, frigoriferi e parti di mobilio al fine di arginare un fenomeno al momento in crescita incontrollata

Andrea Procacci